Lavorare la terra è faticoso e da sempre l’ingegno umano si adopera per studiare soluzioni meccanizzate che possano sgravare il contadino, realizzando attrezzature e macchinari agricoli sempre nuovi.

In questo articolo descriviamo proprio i principali attrezzi agricoli per lavorare il terreno, un capitolo dell’agricoltura interessante e pieno di innovazione. Esistono macchine a vantaggio dei professionisti, ma anche soluzioni adatte a privati che dispongano di un terreno abbastanza ampio da non poter essere gestito solo manualmente.

lavorazione campo

Illustriamo qui le principali caratteristiche degli attrezzi da usare per grandi e piccole estensioni di superficie, evidenziando pregi e i difetti di ciascuno, individuati soprattutto guardando la coltivazione in prospettiva ecologica, operando quindi nel rispetto dell’ambiente e con lo scopo di preservare la fertilità microbiologica presente nella terra.

Sarebbe troppo lungo affrontare nel dettaglio tutte le differenze tra i più moderni trattori e le nuove tecnologie a disposizione dell’agricoltore professionista in questa sede: intendiamo almeno fornire una panoramica di base, utile soprattutto ai principianti che partono da zero con la conoscenza dei macchinari e che desiderano avviare una piccola attività imprenditoriale agricola, oppure coltivare un terreno esteso per il quale vanga e zappa non bastano più.

Il lavoro della terra: tra nostalgia del passato e moderne comodità

La possibilità delle ultime generazioni occidentali di procurarsi cibo a basso costo deriva in buona parte dalla meccanizzazione agricola, che ha permesso di affrancare l’uomo dall’immane fatica necessaria per lavorare la terra, seminare e raccogliere i prodotti.

Quei dipinti dei secoli scorsi che raffigurano uomini intenti con cavalli o buoi ad arare la terra sotto il sole ci possono offrire solo una pallida idea di quello che poteva significare la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Oggi molti rimpiangono la connessione che l’uomo aveva allora con la terra e con le stagioni, perché poi siamo arrivati agli eccessi opposti, con troppa industrializzazione e un dominio selvaggio sulla natura dalle conseguenze ambientali e sociali negative.

Senza idealizzare né il passato né il presente, possiamo oggettivamene affermare che l’avvento delle macchine agricole e dei combustibili fossili ha contribuito alla crescita della popolazione mondiale e che adesso bisognerebbe guardare avanti in chiave sostenibile.

Vandana Shiva nel suo libro soil not oil solleva il problema delle ricadute ecologiche dell’impiego intensivo di mezzi a petrolio in agricoltura ed è un tema che rappresenta una sfida per un’agricoltura più sostenibile in futuro.

Macchine agricole e agricoltura di qualità

Di per sé le macchine, se ben scelte ed utilizzate, favoriscono l’agricoltura e la produzione di cibo sano, rispettando il suolo e l’ambiente. La ricerca è andata avanti per fornire soluzioni che ottimizzino le risorse e che conducano all’efficienza, anche in un’agricoltura biologica, o eco-compatibile.

Il mondo degli attrezzi agricoli è vasto e in costante sviluppo. Sicuramente non è necessario avere un trattore costoso, soprattutto se si ha poco terreno. Spesso è sufficiente ricorrere ai contoterzisti per le lavorazioni di base e poi disporre di piccoli attrezzi, ma sicuramente tutto dipende dalle scelte che si compiono, soprattutto dall’indirizzo produttivo.

Prima di vedere nel dettaglio quali sono gli attrezzi principali, a che cosa servono e i vantaggi e gli svantaggi che comportano è doveroso ribadire l’importanza della sicurezza nel lavoro, e di munirsi sempre di tutti i dispositivi di protezione individuale prima dell’utilizzo.

Attrezzi per grandi estensioni di terreno

Per condurre un’azienda agricola è necessario disporre di un minimo parco macchine, ma non sempre chi inizia è a conoscenza di tutto quello che serve e di come orientarsi sulla scelta. Sicuramente vale la pena farsi consigliare da colleghi esperti e disinteressati, frequentare le fiere di settore e siti specializzati, ma è importante almeno partire da un’infarinatura basilare.

Per lavorare ampie superfici di suolo vengono utilizzati attrezzi con un fronte di lavoro abbastanza largo, che si attaccano alla presa di potenza del trattore.

Senza entrare nel merito dei diversi trattori disponibili sul mercato del nuovo e dell’usato, vediamo gli attrezzi che vi si possono attaccare per lavorare il terreno, e che sono forniti degli organi lavoranti che ci servono.

Aratro

L’aratro è sicuramente l’attrezzo simbolo dell’agricoltura, col quale si realizza la lavorazione principale del terreno per smuoverlo profondamente, in previsione della semina dei cereali e delle altre colture.

I primi aratri erano trainati dalle persone, o nei casi migliori da buoi o cavalli con l’uomo che guidava il percorso, poi con l’industrializzazione e con l’uso del combustibile fossile che ha sostituito il lavoro muscolare, tutto è diventato più veloce, perché gli organi dell’aratro sono mossi dalla presa di potenza di un trattore.

Ma come è fatto l’aratro e su quale principio si fonda? I primi aratri erano di legno e si limitavano a incidere il suolo, in seguito sono stati ideati modelli prima in ferro, poi in acciaio, capaci di rovesciare le fette di terra come nella vangatura manuale.

L’aratro è costituito da una lama per il taglio verticale del terreno (coltro o coltello), una lama per il taglio orizzontale (vomere) e una lama ricurva detta versoio, o anche “orecchio”, per rivoltare il terreno tagliato dalle due lame.

Pregi e difetti dell’aratro

L’aratro è utile per avviare la coltivazione di un terreno, perché consente una lavorazione profonda, con la quale interrare il cotico erboso o i resti della coltura precedente.

Tuttavia, presenta dei noti inconvenienti:

  • Il ribaltamento degli strati di terreno, proprio come nella vangatura: gli strati più superficiali e ricchi di sostanza organica vengono interrati in profondità, mentre viene portato alla luce il terreno sottostante, meno ricco di vita microbica. Questo aspetto non è positivo ecologicamente, e se si vuole lavorare in armonia con l’ecosistema suolo bisogna riflettere bene sull’uso dell’aratro. C’è da dire che mentre decenni fa erano in voga arature molto profonde, che comportavano anche un grande consumo di carburante, poi per fortuna si è passati a scegliere profondità inferiori. Un approfondimento delle alternative a questa lavorazione si può leggere l’articolo coltivare senza aratro.
  • La formazione della “suola di lavorazione, ovvero uno strato compatto dovuto al vomere che schiaccia il terreno col suo taglio orizzontale. Uno strato costipato in questo modo rende difficoltosa la penetrazione delle radici e il drenaggio dell’acqua oltre quel livello. Quando notiamo dei campi allagati dopo la pioggia, spesso la causa è proprio una suola di aratura che causa ristagno idrico.

Dato che di aratri esistono vari modelli e grandezze, per prevenire la suola di lavorazione, è meglio optare per:

  • Un aratro ripuntatore, dotato di un organo discissore posteriore che fessura la suola di lavorazione.
  • Un aratro a disco, che non è dotato di coltello-vomere-versoio ma di dischi che svolgono la funzione di tutti e 3 gli organi contemporaneamente e non comprimono la terra. L’aratro a disco lavora ad una profondità massima di 30 cm, ma in genere è sufficiente. Il terreno viene ben rimescolato e non ribaltato. Questo attrezzo si presta poco per terreni molto compatti, nei quali i dischi potrebbero avere difficoltà a penetrare, e inoltre, anche se non crea la suola di lavorazione potrebbero crearsi comunque ristagni per il fatto che crea una superficie ricurva sul suolo molto tenace. Conviene quindi valutare attentamente questa scelta in base al terreno che si ha.

Vangatrice

vangatrice gramegna

La vangatrice è un attrezzo molto usato nell’orticoltura biologica, e si attacca anche questo al trattore. Consiste in tante vanghette che vengono mosse nel terreno, in modo che taglino le zolle di terra e le lancino indietro, mentre la macchina va avanti, e questo ha l’effetto di sbriciolarle.

Il terreno lavorato con la vangatrice viene allentato perché miscelato dalle vanghette, che però non lo rivoltano, lasciando quindi lo strato più fertile e ricco di vita dove si trova. Possiamo elencare i vantaggi della vangatrice:

  • Non rivolta il terreno ma lo affina bene.
  • Richiede un consumo di carburante inferiore rispetto all’aratura.
  • Il terreno resta livellato e senza zolle molto grandi.
  • Non richiede un terreno in perfetta condizione di tempera per essere lavorato, la si può usare anche con condizioni sub ottimali di umidità del suolo.

Esiste anche la vangatrice per motocoltivatore, che permette di avere questo macchinario in piccola scala, adatta a dimensioni hobbistiche.

Erpici

Gli erpici eseguono la lavorazione successiva del terreno, ovvero affinano le zolle di terra lasciate dal lavoro principale per formare il letto di semina.

L’erpice lavora superficialmente e lo possiamo trovare in molte versioni: a dischi o a denti fissati su telai rigidamente o no. Nella scelta può sempre risultare utile consultare fiere di settore o siti web specializzati.

Erpice da minima lavorazione

La minima lavorazione, o “mininum tillage” consiste nell’evitare una lavorazione profonda del terreno, sostituendola con una lavorazione superficiale unica, per risparmiare carburante e ridurre l’impatto sul suolo. Gli erpici di questo tipo sono combinati, ovvero dispongono di più organi, ovvero denti metallici in serie e dischi, per rompere le stoppie della coltura precedente e riportare il suolo in condizioni buone per la semina. Le stoppie restano in buona parte sulla superficie ma poi si degradano e contribuiscono ad apportare al suolo sostanza organica.

Altri attrezzi utili all’agricoltura

Se aratro, vangatrice ed erpice si occupano del terreno, ci sono poi altri macchinari agricoli che vengono utili per facilitare altre operazioni in campo.

Rulli

Si usano i rulli compressori, ovvero pesanti rulli metallici, spesso dentati, dopo la semina, per far aderire il terreno ai semi e rompere ulteriormente le zolle ancora presenti.

Trapiantatrice

Nell’orticoltura professionale è impensabile realizzare a mano tutti i trapianti come in un orto privato e allora entrano in gioco macchine agevolatrici del trapianto.

Di solito sono macchine trainate dal trattore che consentono agli operai di starvi sopra e mettere le piantine in appositi fori che poi vengono convogliati a terra, alle distanze stabilite, da appositi organi rotanti.

Sarchiatrice

Le sarchiatrici sono attrezzi fondamentali per il diserbo meccanico tra le file, soprattutto nell’orticoltura biologica, dove sono banditi i diserbanti chimici.

Le ruote del trattore passano tra le file e dietro vi è l’attrezzo, provvisto di organi lavoranti per un certo numero di spazi interfila, nei quali estirpano l’erba e rompono la crosta superficiale del terreno.

Trinciasarmenti

La trinciasarmenti è una macchina che serve per trinciare le biomasse, e per esempio può risultare utilissima nel caso in cui ci si trovi un campo da pulire dai rovi o da resti colturali molto ingombranti.

Attrezzi per piccole estensioni di terreno

Se abbiamo un orto troppo grande per essere lavorato manualmente, ma non così grande da richiedere l’uso di trattori, o semplicemente perché il terreno è terrazzato, possiamo scegliere i piccoli attrezzi meccanizzati.

Motocoltivatore e motozappa

motocoltivatore in fresatura

Il classico attrezzo meccanico per la lavorazione del terreno è il motocoltivatore, che si porta camminando in avanti spingendone i manubri. I motocoltivatori versatili consentono di cambiare l’organo lavorante, e quindi al motore di base se ne possono attaccare di diversi tipi.

La motozappa è analoga al motocoltivatore ma non ha le ruote a trazione e si sposta grazie al girare della fresa. Mentre il motocoltivatore è una sorta di piccolo trattore predisposto ad applicare diversi strumenti e a svolgere diverse funzioni, la motozappa si dedica esclusivamente alla fresatura.

Fresatrice (fresa)

L’uso più comune della motozappa e del motocoltivatore è come fresa, si tratta dell’attrezzo più spesso applicato a questo macchinario, in genere viene fornito di serie all’acquisto.

Si parla di fresa quando c’è un asse su cui sono attaccate tante zappe che, azionando il motore, ruotano velocemente lavorando il terreno. La persona cammina in avanti lasciandosi dietro il suolo lavorato e spingendo, facendo un po’ di forza.

Il lavoro della fresa consente di affinare e livellare il suolo in poco tempo. Gli inconvenienti sono:

  • Suola di lavorazione: l’asse su cui sono fissate le zappette schiaccia il terreno e può portare alla formazione di uno strato compatto;
  • Eccessiva frantumazione del terreno, che a volte sembra polverizzato come farina. Il terreno deve avere una struttura, data dalle particelle che si aggregano. Se tutte le particelle vengono disperse con un lavoro che disfa tutti gli aggregati, si perdono la struttura del suolo e la sua porosità, con difficoltà di ossigenazione e penetrazione dell’acqua.

Motovanga

Si tratta di una piccola vangatrice da attaccare al motocoltivatore, che esegue un bel lavoro di affinamento del suolo senza gli inconvenienti della fresa. Per gli orti biologici di dimensioni medie è l’ideale, e anche per piccole aziende agricole.

vangatrice gramegna

Assolcatore

L’assolcatore è un organo da applicare al motocoltivatore utilissimo per coltivare le patate, per tracciare solchi da semina profondi e per eseguire la rincalzatura tra le file.

Entrambi sono lavori molto faticosi da realizzare manualmente con forconi o zappe e quindi ben venga un aiuto di questo tipo se si intende coltivare 100 mq o oltre tutti di patate.

assolcatore

Trinciasarmenti (trincia)

Anche per il motocoltivatore esiste una trincia piccola, ad esempio quando c’è una coltura esaurita ed estesa di cui vogliamo sminuzzare tutti i resti.

trinciasarmenti

Seminatrici

Per l’orticoltura ricorrere a delle seminatrici da attaccare al motocoltivatore può veramente fare la differenza in termini di risparmio di tempo e fatica. La distanza di semina viene regolata dai dischi alveolati che permettono la caduta di un solo seme alla volta con una spaziatura definita. Queste macchine in genere sono anche provviste di organi assolcatori per aprire e chiudere la fila.

Decespugliatore

Il decespugliatore, oltre alla trincia, è utilissimo per tenere puliti dall’erba gli spazi verdi, soprattutto le cosiddette “tare” produttive, ma anche lo spazio tra gli alberi da frutto.

decespugliatore sthil al lavoro

Altri attrezzi

Per il fieno esistono anche delle piccole rotoimballatrici e dei volta fieno, così come delle piccole mietitrebbie per la coltivazione di cereali in terrazzamenti di montagna o collina.

Infine, altri importanti attrezzi sono le macchine irroratrici dei prodotti fitosanitari (anche quelli ammessi in agricoltura biologica) che in piccolo possono tradursi in pompe a spalla elettriche o a carriola.

Fare agricoltura moderna con attrezzi manuali

il ciclo coltivatore al lavoro

Finora abbiamo parlato di quanto possono essere utili gli attrezzi a motore e le macchine agricole.

Vale la pena spendere due parole per raccontare anche che esistono alternative. In particolare ci soluzioni molto interessanti per fare agricoltura in piccola scala con attrezzi manuali moderni e ben studiati. Ne ha parlato Emile Jacquet nell’articolo sugli attrezzi utili all’orto bio intensivo.

In Italia una realtà veramente interessante in questo senso è Officina Walden, che con lo slogan “la piccola agricoltura diventa grande“, ha portato attrezzi veramente interessanti, come seminatrici, pacciamatrici a spinta, trapiantatrice paper pot e il bellissimo e versatile ciclocoltivatore. Si tratta di attrezzi adatti a un’agricoltura professionale su scala medio piccola. Vi consigliamo di curiosare tra le proposte di Officina Walden per scoprire alternative a molti attrezzi meccanici.

Articolo di Sara Petrucci

concimazione solabiol

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